"L'altra lista: Diritto donne" ringrazia Colleghe e Colleghi per il sostegno accordato alle nostre candidate.
Continueremo nel nostro impegno per perseguire gli obiettivi del programma.
Teniamoci in contatto.



I risultati definitivi


LE NOSTRE CANDIDATE AL BALLOTTAGGIO

26 gennaio 2012, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso la Sede dell'Ordine in Tribunale
27 gennaio 2012, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso l'Aula della Corte d'Assise in Verona

 

ALESSIA BEGHINI

avvocata civilista

componente dell’Osservatorio sul Diritto di Famiglia

Socia dell'Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)

 

 
 

FEDERICA PANIZZO

avvocata penalista - Socia Fondatrice VE.G.A-  Cultrice della materia diritto penale Facoltà Giurisprudenza Università Verona - Tutor della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali.

 

 

 

 


 

 

"L'altra lista: Diritto donne" raccoglie un gruppo di avvocate che, dopo anni di intensa attività in svariate associazioni della professione forense, ha deciso di proporsi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona per il biennio  2012-2014.

Le motivazioni che ci hanno spinte a misurarci con tale obiettivo sono sintetizzate in quel “WO-MEN” che abbiamo scelto come termine evocativo del nostro programma.


 

 

Perché candidarci? Perché una lista tutta declinata al femminile?

Il dibattito relativo alla partecipazione politica ed istituzionale delle donne è diventato recentemente molto attuale. L’UE, negli ultimi anni, ha intrapreso una serie di iniziative, coinvolgendo  anche i singoli governi nazionali, che hanno da una parte reso visibile il problema e, dall’altra, portato a termine delle misure operative.

Coerentemente con questa tendenza ci proponiamo a voi al fine di  portare  il nostro contributo  all’interno dell’organo rappresentativo che governa e tutela la professionalità della nostra categoria.

Il momento storico che stiamo vivendo, di crisi economica e di sgretolamento dei valori tradizionali della nostra società,  impone a  tutte noi di partecipare attivamente e di misurarsi quotidianamente con i cambiamenti in atto.

I dati statistici attuali affermano che iscritti all’albo forense veronese sono circa 2.200 avvocati, di cui circa un migliaio donne. Percentuali ancora maggiori di presenze femminili si ravvisano se si prende in esame il registro dei praticanti avvocati. La presenza forense femminile veronese raggiunge quindi ormai quasi il 50% del totale degli iscritti e ha dunque diritto ad una adeguata rappresentanza numerica al Consiglio dell’Ordine. Tale rappresentanza, se rapportata a quella degli altri Ordini Professionali Forensi del Triveneto, è fortemente minoritaria, con una presenza nel nostro Ordine pari al 20%, al penultimo posto avanti solo al Consiglio dell’Ordine di Rovigo. Al contrario una realtà a noi molto vicina, quella del Consiglio dell’Ordine di Vicenza, vanta una presenza femminile pari al 47%.

La nostra lista tutta al femminile ha quindi lo scopo di riequilibrare la percentuale di candidate e, se ce ne concederete l’opportunità, anche il numero di componenti donne nel Consiglio dell’Ordine: la nostra proposta vuole quindi tentare di scalare la classifica ora così penalizzante.

Del resto la necessità e l'urgenza di favorire il riequilibrio di genere negli organi di rappresentanza è auspicata nella "lettera aperta" del 28 novembre 2011 delle Commissioni Pari Opportunità degli organismi nazionali (C.N.F., C.F., O.U.A.).

Ci auguriamo che questa nostra iniziativa serva comunque a scalzare i “luoghi comuni” ai quali sempre ci si appella per giustificare la scarsa presenza femminile ai vertici delle istituzioni, cioè che sono le donne stesse che non vogliono candidarsi e che, pur candidandosi, riescono difficilmente a far convergere su di loro i voti necessari per essere elette.

Crediamo che, adottando soluzioni concrete per consentire alle donne una maggior flessibilità, si renderà possibile instaurare il ciclo virtuoso per cui i talenti “al femminile” possano proseguire la loro carriera verso posizioni di rappresentanza istituzionale. Siamo convinte di come, ad esempio, le tecnologie possano rappresentare un alleato potente per poter conciliare lavoro e vita personale ed in particolare un potente abilitatore dei percorsi di carriera delle donne.

Crediamo che una adeguata e maggiore presenza femminile nel Consiglio dell’Ordine risponda non solo alla valorizzazione di genere in atto ma pure al fondamentale principio di equità sociale, solo in nome del quale è possibile realizzare una democrazia piena e partecipata.

 

e parità o, per meglio dire, pari opportunità, significa quindi, secondo il nostro sentire, competere in autonomia e su un piano paritario, senza dover necessariamente transitare dalle tradizionali liste di esclusiva, o quasi, presenza maschile per realizzare il fine di partecipare attivamente alle scelte di politica forense.

La possibilità di scegliere con chi candidarci e quali obiettivi perseguire ci ha permesso in questa esperienza, nell’ambito della quale sono state coinvolte una pluralità di realtà associative, di valorizzare la nostra dignità di donne capaci ed efficienti, in grado di lavorare assieme anche nella diversità di vedute e di impostazioni ideologiche.

Abbiamo ri-scoperto la sapienza del confronto, l’interpretazione delle norme, la capacità di adattarle al caso concreto e di calarle in un contesto sociale sempre più in cambiamento.

Ci proponiamo quindi di valorizzare la funzione sociale della nostra professione di avvocate, vogliamo rispondere alla “chiamata all’aiuto” che in una realtà storica difficile, complessa quale è quella che stiamo vivendo, deve essere  rivolta a tutte/i e ad ogni esponente della collettività.

In tale difficile prova, alla quale desideriamo e dobbiamo partecipare, intravediamo, a volte, nell’esercizio di un mestiere appassionante e appassionato quale è quello della difesa dei diritti altrui, degli atteggiamenti  “discriminatori” nei nostri confronti.

Se è vero, infatti, che l’equiparazione formale tra i generi è sulla carta da oltre quarant’anni è altrettanto vero che l’eguaglianza sostanziale nell’esercizio del nostro diritto a svolgere, realizzandoci personalmente come donne, la professione dell’avvocatura, appare anche oggi un fine non pienamente raggiunto, un soffitto specchiato difficile da infrangere.

Per ovviare a tale ostacolo, così come a qualsiasi altra condotta discriminatoria non dettata da motivi di genere, è nostro proposito istituire uno sportello per raccogliere le denunce delle colleghe/i, soprattutto le/i più giovani, che possano essere oggetto di comportamenti aventi una valenza discriminatoria nelle aule giudiziarie, negli studi professionali ove svolgono la pratica professionale o diverse forme di collaborazione.

Così come desideriamo sia sempre più attenta e viva nel Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona la preziosa attività del Comitato per le Pari Opportunità istituito sin dal 2006.

Intendiamo, nell’esercizio della professione, rivendicare diritti eguali a quelli degli uomini e, al contempo, assicurarci una autonomia di elaborazione che ci permetta di confrontarci in maniera costruttiva con i colleghi uomini, rispetto ai quali non intendiamo separarci ma rapportarci in condizioni di effettiva parità.

Volendo sintetizzare,  possiamo affermare che rispetto ai colleghi uomini non intendiamo portare avanti una politica di genere separatista ma, per così dire, di compiuta emancipazione.


 

e competenza sono gli altri  termini attraverso i quali necessariamente perseguire la valorizzazione del nostro ruolo, a dispetto dell’immagine stessa della donna che, nell’attuale contesto storico, viene spesso svilita e vilipesa. La volontà è infatti quella di portare negli Ordini Professionali, e in generale nelle Istituzioni, non solo più donne, ma donne, colte, studiose, preparate, coraggiose, sensibili, pragmatiche.

Ci  siamo proposte e ci proporremo di puntare su una formazione qualificante, che permetta di  guidare ed agevolare in maniera puntuale l’avvocata/o e la/il  praticante abilitata/o e che consenta di ottenere un potenziamento della propria qualifica e del proprio aggiornamento professionale “specialistico”. Per realizzare pienamente tali obiettivi organizzeremo, in futuro, incontri e seminari rivolti soprattutto alle/ai giovani colleghe/i  che permettano un accesso ed un approccio più consapevole e qualificato all’esercizio della professione, che consentano, sintetizzando il concetto, di indirizzare chi si affaccia alla realtà forense a scelte professionali più consapevoli, competenti e  rispondenti alle proprie aspirazioni e peculiarità.

Intendiamo sempre più favorire, anche all’interno degli studi professionali, un proficuo scambio di competenze e la trasmissione di esperienze. Tutto questo grazie ad un auspicato ponte di conoscenze creato tra giovani avvocate/i e più esperte/i professioniste/i.

Ciò senza mai scordare che, nella formazione delle/dei giovani avvocate/i che  intraprendono l’esercizio  di una professione in continua trasformazione e perenne confronto tra storie di giustizia ed ingiustizia, non si può mai prescindere dal concetto di lealtà che, calato nel nostro contesto, è per noi sinonimo di decoro, di pieno rispetto delle regole deontologiche  nei rapporti con i colleghi, con i clienti , con i magistrati e tutte le persone con le quali veniamo in contatto nell’esercizio della nostra funzione. Un profilo che crediamo e vogliamo ci appartenga, che  intendiamo si sovrapponga e si trasmetta di generazione in generazione nei tratti e nei modi delle/dei giovani professioniste/i: avvocate/i del domani alle/ai quali spetta, in questo particolare momento storico di evoluzione, una sfida assai ardua, quella di sapere confrontarsi sul tema della liberalizzazione della professione.

Tutto ciò potrà, a nostro modo di vedere, vivificare la professione forense contribuendo a creare diritto in movimento e cultura in grado di vincere il tempo, ricordando sempre a noi stesse e agli altri che il nostro è un mestiere nobile che, per sua natura, ha a che vedere con le basi della convivenza, i diritti individuali e sociali, i principi etici della giustizia, poiché questi sono i valori che dovrebbero animare sempre il nostro agire pratico.

 

 

è il necessario e naturale  complemento al merito e riteniamo sia una qualità peculiare della nostra specificità femminile. Se infatti per efficienza si intende la capacità di agire, di raggiungere un obiettivo ottimizzando risorse e tempo impiegato, si comprende come sia la donna che, nel compito costante di  coniugare vita professionale e vita familiare, deve necessariamente apprendere e fare propria tale qualità.

Recenti ricerche hanno dimostrato che, nel mondo del lavoro, soprattutto in un periodo di profonda crisi, non solo economica, ma anche etica, culturale e antropologica, investire sulla donna come nuova risorsa ha portato ad ottimi risultati: si riscontra una correlazione positiva tra la presenza di donne nei Consigli di amministrazione e le performance finanziarie. Pure il 62% delle società guidate da una donna (20 su mille) hanno registrato risultati superiori alla media del 4%. 

Questo perché le caratteristiche della leadership al femminile sono diverse da quelle al maschile: le donne sono portatrici di attitudini e capacità diverse dagli uomini e complementari, ed è proprio il loro mix che produce un funzionamento piu’ efficiente ed equilibrato della macchina organizzativa.

Riteniamo quindi che per  il successo di ogni organizzazione, a prescindere dal settore d’esame, sia strategico arrivare a valorizzare le differenze di qualsiasi tipo, permettendo a ciascuna/o di contribuire a far crescere i risultati perseguiti attraverso il proprio talento, sia esso appartenente al genere maschile o femminile, a diverse culture, eta’ o abilita’.

Nell’esercizio della nostra professione ci scopriamo intuitive, profonde, tenaci e in grado di cogliere le sfumature della legge che quotidianamente siamo chiamate ad interpretare ed applicare.

Abbiamo notato, in questi anni, quanto importante sia stata la funzione delle donne nel consentire l’organizzazione di convegni per permettere alle colleghe e ai colleghi l’espletamento dell’obbligo formativo attraverso l’attuazione di momenti di riflessione, tavole rotonde, seminari.

Tali iniziative si sono svolte grazie all’apporto delle avvocate come organizzatrici, oltre che come relatrici e moderatrici, affrontando argomenti svariati sempre agganciati alle novità normative e ai temi dibattuti e scottanti emergenti dal contesto sociale.

Abbiamo cercato  di mettere in campo la nostra efficienza organizzativa ricordandoci sempre che, per centrare qualsiasi obiettivo, fondamentale è la preparazione: quindi efficienza e competenza vanno coniugate assieme, devono, secondo il nostro pensiero, procedere sempre di pari passo.

Seguiremo questo dettato nel farci carico e richiamare l’attenzione delle/i colleghe/i anche su tutte le possibili problematiche che potranno in futuro affacciarsi alla nostra professione, non da ultimo, per esempio,  affrontando le specifiche esigenze attualmente vissute dalle nostre colleghe/i delle sezioni distaccate di Soave e Legnago.

Crediamo che le caratteristiche che contraddistinguono il nostro essere donne, le nostre peculiarità  possano apportare un approccio nuovo ed un contributo prezioso alla nostra professione e quindi, se ce ne  accorderete l’opportunità, anche  all’interno del  nostro Consiglio dell’Ordine, da sempre rimasto appannaggio quasi esclusivo dei nostri colleghi.

 

 

vera è rappresentata dalla proposta della nostra lista di favorire, nella realizzazione delle pari opportunità, una più ampia e giovane presenza femminile nel nostro Ordine, atta a creare un reale spirito di colleganza, cosa diversa dalla corporazione, tra donne e uomini avvocate/i.

Potranno essere formulate, ad esempio, liste di disponibilità gratuita alle sostituzioni, di cui potrebbero ovviamente fruire anche i colleghi,  nei casi in cui vi sia impossibilità a partecipare alle udienze per ragioni familiari, di malattia, di cura di madri, padri, figli, mariti/mogli, compagni/e, persone care.

Desidereremmo anche favorire sempre più, nel rispetto dell’obbligo alla segretezza cui tutte/i siamo tenute/i, un confronto tra colleghe/i al fine di condividere maggiormente preoccupazioni e dubbi che accompagnano fisiologicamente l’esercizio della nostra professione se vissuta con scrupolo: nel momento delle scelte processuali, dei dubbi deontologici che si affacciano, delle difficoltà economiche, spesso taciute, ma intimamente collegate alla incertezza della libera professione, magari svolta in piccoli studi.

Riteniamo, altresì, che la prerogativa delle avvocate non possa e non debba essere solo quella di svolgere incarichi professionali che si correlano naturalmente al ruolo di valore e cura da parte delle donne: es. amministrazioni di sostegno, curatele, diritto di famiglia, difesa penale dei reati relativi alla tutela della donne-vittime. E’ scontato per noi tutte rivendicare competenza ed esperienza nello svolgere tali tipi di incarichi ma reputiamo che la capacità delle donne vada colta anche in settori ancora considerati, a torto, tradizionalmente maschili: il diritto carcerario, il diritto penale dell’economia, il diritto commerciale, fallimentare e tributario o alcuni settori del diritto civile e amministrativo. Il tutto sempre in armonia con le proprie scelte interiori e di coscienza.

In una parola, vogliamo essere più presenti e maggiormente partecipanti, convinte che possiamo “fare bene” le avvocate e  non “essere solo” avvocate. Intendiamo essere noi stesse senza identificarci esclusivamente nel nostro ruolo, ma arricchendolo del valore aggiunto che una nuova spinta propositiva può apportare.

A nostro modo di vedere questa prospettiva ci riavvicinerà alla cittadinanza, ponendo fine a quella campagna di svalutazione in atto contro la nostra categoria.

Siamo convinte, proprio perché le donne vivono ancora qualche “resistenza”, che spezzando tale “catena” riusciremo ad apportare qualcosa di nuovo nell’esercizio della professione forense per cambiare in meglio non solo la nostra condizione, ma anche quella della categoria tutta alla quale apparteniamo come professioniste.

 

 

 

Torniamo quindi alla domanda iniziale:  perché votare “l’altra lista: diritto-donne”?

Why? Perché riteniamo che piena realizzazione delle opportunità e della parità, merito e competenza, efficacia ed efficienza possano rappresentare il vero apporto di novità da parte delle nostre candidate che, se elette, potranno misurarsi con tali obiettivi all’interno del nostro Ordine Professionale.

 

Vi invitiamo dunque tutte e tutti, colleghe e colleghi a partecipare numerosi alle prossime
elezioni del Consiglio dell’Ordine del 19 gennaio 2012

e, se ritenete di fare anche vostre le nostre idee, a scegliere

 

 

 

 

 

ringraziandovi sin da ora per il sostegno che vi chiediamo e la fiducia che ci vorrete accordare.

 


 

 

LE NOSTRE CANDIDATE

 

 

ELISABETTA BALDO

avvocata civilista

Socia Fondatrice e Tesoriera dell’Associazione VE.G.A.

Mediatrice dell’Organismo Veronese di Mediazione Forense

ALESSIA BEGHINI

avvocata civilista

componente dell’Osservatorio sul Diritto di Famiglia

Socia dell'Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)

 

 
 

DONATELLA CUSUMANO

avvocata civilista

componente dell’Associazione Veronese dei Concorsualisti

associata AIAF sezione Veneto

SARA GINI

avvocata civilista

Socia Fondatrice VE.G.A.

Presidente dell’Associazione Telefono Rosa di Verona

 

 
 

ROBERTA LONGHI

avvocata civilista

componente dell’Associazione “Foro di Soave”

componente della Commissione Rapporti Internazionali dell’Ordine

 

FEDERICA PANIZZO

avvocata penalista - Socia Fondatrice VE.G.A-  Cultrice della materia diritto penale Facoltà Giurisprudenza Università Verona - Tutor della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali.

 

 
 

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